Storia e trasformazioni

La Chiesa di Tiedoli

La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista si erge maestosa sulla valle del Taro con la sua presenza secolare, custodendo tra le sue antiche mura un patrimonio di arte e fede, plasmato dalle vicende del tempo e dall’impegno della comunità locale.

La sua storia, fatta di ampliamenti, restauri e trasformazioni, riflette l’evoluzione del borgo e la sua profonda connessione con la spiritualità. Attraverso una timeline dettagliata, ripercorriamo le tappe fondamentali della Chiesa di Tiedoli, scoprendo come questo luogo di culto si sia trasformato nel corso dei secoli.

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Primi documenti storici

Prime testimonianze documentarie dell'abitato di Tiedoli, relative all'affitto di beni del Comune di Piacenza a Guido di Tracosta.

1342

Nascita di un luogo di culto

Prima attestazione di una cappella di culto, con Margherita Cignetti che dota la prebenda di Santa Maria e assegna il giuspatronato alla famiglia Rinaldi.

1349

Primi parroci

Don Simone Rinaldi è il primo titolare della parrocchia.

1579

Prima descrizione della chiesa medievale

Visita del Vescovo Castelli e prima descrizione della chiesa medievale: aula, presbiterio, copertura a capriate lignee e campanile (con campana datata 1428).

1604

Ampliamento della struttura

Ingrandimento della chiesa: nuova facciata, cappelle laterali, sagrestia, copertura a volta e ristrutturazione delle parti preesistenti.

1685

Fine dei lavori di ampliamento

Conclusione dei lavori di ingrandimento, come attesta l'iscrizione sul campanile sinistro.

1736

Nuove cappelle e restauri

Visita del Vescovo Zandemaria, descrizione del nuovo assetto della parrocchiale con quattro cappelle laterali e prescrizione del restauro della pavimentazione in lastre di pietra previa costruzione di quattro sepolcri.

1748

Il coro ligneo

Visita del Vescovo Cristiani e prima citazione del coro ligneo nel presbiterio e della stanza al primo piano sulla sagrestia.

1782

Restauro del coro

Probabile inizio dei lavori di restauro del coro.

1786

Fine lavori del coro

Fine dei lavori di restauro del coro, come testimonia la visita del Vescovo Cerati.

1815

Restauri e aggiunte

Restauro della volta, costruzione della cantoria con organo e della balaustra.

1827

Visita vescovile e nuove descrizioni

La visita del Vescovo Loschi riporta la ristrutturazione della volta, oltre alla costruzione della cantoria con organo sulla controfacciata e della balaustra sul prospetto principale con la statua di San Giovanni.

1856

Il secondo campanile

Visita del Vescovo Ranza, che rileva la presenza di un secondo campanile.

1907

Restauro altare maggiore

Ricostruzione dell'altare maggiore in sostituzione di quello antico in legno distrutto da un incendio avvenuto nel 1906.

1920

Nuove pavimentazioni

Rifacimento delle pavimentazioni in marmo.

1952

Modifiche interne

Nuova decorazione interna, smontaggio della cantoria e dell'organo.

1967

Rifacimento del tetto

Demolizione del tetto in legno e sostituzione con latero cemento e fibrocemento.

2007

Ristrutturazione esterna

Ristrutturazione esterna sotto la guida di Don Lelio Costa, con ripristino del sottotetto in legno e coperture in pietra arenaria.

2023
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Restauro dell'organo

Conclusione del restauro dell'organo Felice Bruna e costruzione della nuova cantoria.

2024

Inaugurazione dell'organo

Il 23 Giugno 2024, inaugurazione dell'organo restaurato con concerto del maestro Baroni del conservatorio di Parma.

Una storia lunga tre secoli

L'Antico Organo di Tiedoli

Una storia lunga tre secoli

L'Antico Organo di Tiedoli

Le prime note dell’organo risuonarono a Tiedoli nel 1786, testimoniate dalla visita del Vescovo Cerati. La manutenzione del 1789 rivela però un’origine più antica, con elementi della cassa risalenti al tardo ‘600.

Nel 1847, Felice Bruna ampliò lo strumento, conservando la facciata originale ma rinnovando le canne interne e la tastiera, che raggiunse i 50 tasti. L’estensione precedente di 47 tasti, fino al “re”, ci suggerisce che il somiere risalga al 1770-80.

L’organo accompagnò le funzioni religiose fino al 1920, quando fu sostituito da un armonium. Nel 1946, si pensò a un nuovo restauro con Giuseppe Varesi, ma fortunatamente il progetto non si concretizzò, evitando la distruzione dello strumento originale a favore di un modello industriale.

Nel 1950, durante i lavori di restauro della chiesa, l’organo fu smontato e conservato. Si salvarono così elementi essenziali, come il somiere, le canne (seppur danneggiate), la tastiera, la registreria, il crivello e le preziose cariatidi del ‘600.

Nel 2003, la perizia di Oscar Mischiati e la ricerca storica di Mario Acquabona confermarono il valore storico dello strumento, aprendo la strada a un restauro conservativo. Nel 2004, Daniele Giani, con l’approvazione della Diocesi, iniziò i lavori di restauro, mirando a recuperare la fisionomia settecentesca dell’organo.

Il 26 novembre 2023, l'organo tornò a risuonare nella sua sede originale

Il concerto inaugurale, affidato nel 2024 al maestro Francesco Baroni del conservatorio di Parma, celebrò il ritorno di questo tesoro storico alla vita del borgo.