Il progetto Tiedoli nasce da quelle notti, e dal restauro di un cascinale donato alla Parrocchia da Tiedolesi emigrati a Londra. Nel cascinale sono stati costruiti sei alloggi, tutti indipendenti fra loro, mentre da un piccolo edificio a fianco è stata ricavata un’altra unità abitativa, disposta su due piani, destinata alla portineria sociale. Quest’ultimo spazio avrebbe consentito alla piccola comunità di contare sulla presenza di personale assistenziale ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette.
L’idea di Mario Tommasini era chiara: dire basta agli ospizi e ridare libertà agli anziani, permettendo loro di vivere nei propri quartieri, circondati dai loro affetti e dai loro ricordi. Dimostrare che è possibile invecchiare e morire liberi, decidendo quando alzarsi, quando mangiare, quando lavarsi, a che ora spegnere la luce, e rivendicando il diritto di scegliere come condurre la propria esistenza, anche nella non autosufficienza. “Perché la vecchiaia è una fase della vita, non una malattia.”












